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Il 12° PanathlonDay




                                                                                                                di Giuseppe Zambon
 

… e finalmente il 27 di ottobre è arrivato e con esso la dodicesima edizione del PanathlonDay.

Il Teatro Goldoni, gentilmente concessoci dall’Amministrazione comunale, non era al completo come nelle passate edizioni, in quanto, negli inviti spediti agli studenti, avevamo posto un numero massimo di persone al seguito proprio perché, fino alla metà di ottobre, i posti erano contingentati.  Ma ciò non ha tolto nulla alla valenza della Giornata che ha lasciato compiaciuti tutti i presenti e in particolare noi organizzatori.

La manifestazione è stata aperta, come sempre, dal nostro Luca Ginetto affiancato da Stefania Bolzan, giornalista di Rai 3 e insostituibile collaboratrice nel nostro PanathlonDay.

Come tradizione, sono seguiti i messaggi di saluto da parte del sottoscritto e delle Autorità Civili, Panathletiche e Sportive delle quali vi abbiamo già dato informazione nella “Agenda del Presidente”.

Le prime a salire sul palco sono state due studentesse: Anna Makela (Liceo Sc. U. Morin, Mestre – Ass. Ital. QuarterHorse) e Francesca Vigorito (Liceo Sc. U. Morin, Mestre – Ass. Canottieri Mestre)  per i contenuti altamente significativi espressi nelle rispettive storie sportive; ad ognuna è stata consegnata una targa del Gazzettino.

Successivamente, quali segnalate/i sono stati chiamate/i sul palco, a gruppi di tre, le studentesse e gli studenti delle scuole medie e delle scuole superiori. Per le medie femminili: Giorgia Marazzani, Matilde Valli, Vanessa Visentin; medie maschili: Nicola Aguzzi, Gabriele Alberti, Alessandro Scot; superiori femminili: Sara Brossa; Giulia Tamburrano, Margherita Valerosi; superiori maschili: Federico Baradel, Massimo Palomba, Francesco Valerosi. A tutti loro è stata consegnata una felpa della Venice Marathon (grazie a Piero Rosa Salva e a Lorenzo Cortesi!) e un cappello offerto dall’Area 1. Inoltre, agli studenti delle scuole  superiori è stato pure consegnato un piccolo libro “Dante e lo sport nella Divina Commedia” scritto dal panathleta napoletano Alfonso Vigorita e edito dal Distretto Italia Panathlon. Prima che gli studenti lasciassero il palco, ho ritenuto doveroso leggere una lettera rivolta a loro, frutto di una sintesi nata da osservazioni e riflessioni con i componenti la Commissione Studente-Atleta, lettera che riporto in altra pagina.

Seguendo il palinsesto predisposto, si è passati alla premiazione di due società sportive: Canottieri Giudecca e Reale Società Canottieri F. Querini che rispettivamente hanno festeggiato il proprio 40° e 120° compleanno di attività a favore dello sport.

Sono stati pure attribuiti quattro premi speciali: a Margherita Valerosi (per il suo crescendo sportivo culminato nel quarto posto ai mondiali di kayak in Portogallo), Ilaria Zane (triatleta, più volte nella top 10 in coppa del mondo), Silvia Zennaro (velista, rivelazione della squadra azzurra ai Giochi Olimpici di Tokio), Rachele Campagnol (pattinaggio artistico, con varie medaglie oro, argento e bronzo in titolate manifestazioni mondiali ed europee).

 

 

                                                                                    Silvia Zennaro – foto di Gianti Simoni

 

Il 36° Premio “Mario Viali – Una vita per lo sport” è stato assegnato a Luciano Bullo, atleta di ottimo livello come mezzofondista, da sempre uno dei tecnici di atletica leggera più apprezzati. Ha saputo creare presso la Venezia Runners Murano generazioni di campioni, tra cui Giovanna Epis che ha partecipato ai recenti Giochi Olimpici di Tokio.

Si è passati poi alla consegna dei Premi Fair Play: per la Promozione ad Antonio Ravagnan (pluricampione di canottaggio che ancora oggi esce quotidianamente in barca con i bambini per insegnare loro la tecnica della voga alla Veneta); ancora per la Promozione a Fabio Sapori (plurispostivo, che ha progettato il Green Garden di Asseggiano e organizzato dal 1988 a oggi una serie di incontri internazionali di tennis, riuscendo a portare al Green Garden anche l’Italia di Coppa Davis); premio alla Carriera a Claudio Torresan (mitico campione nel mondo del rugby con le 21 convocazioni nazionali; docente di educazione fisica e uno dei primi collaboratori nelle nostre Panathliadi; suo il progetto dell’unica società rugbistica lagunare); per il Gesto a Giovanni Lava (effervescente decenne campione italiano di minimoto che ha deciso di consegnare la propria coppa all’ultimo classificato affermando: “volevo che fosse felice anche lui”).

Ed è arrivato il momento tanto atteso dagli Studenti-Atleti: la proclamazione dei 4 vincitori ai quali sono state consegnate le borse di studio offerte da Volksbank: per le medie femminili, vincitrice è risultata Matilde Valli (I.C. don Lorenzo Milani, Mestre – Ginnastica Aerobica, Gruppo Sportivo Sambughé); per le medie maschili, vincitore Nicola Aguzzi (I.C. Ilaria Alpi, Mestre – Canottaggio, Canottieri Giudecca); superiori femminili, vincitrice Sara Brossa (Ist. Gritti-Foscari, Mestre – Karate, ASD Shotokan Karate Ryu Venezia); superiori maschili, vincitore Federico Baradel (Ist. Antonio Pacinotti, Mestre - Canottaggio, Canottieri Giudecca).

L’ulteriore premio messo a disposizione da Volksbank, con l’integrazione di Buffetti, è stato assegnato alle due scuole che hanno contribuito nel sensibilizzare il maggior numero di studenti a partecipare al Premio Studente-Atleta: per le Medie è stato l’Istituto Colombo di Mestre; per le Superiori il Liceo Morin di Mestre. Per analogo comportamento, è stata premiata la società Canottieri Mestre alla quale è stato consegnato un orologio logatoPanathlon.

Il clou della serata si è avuto con la consegna dell’11° VenicePanathlon Sport Award ad Andrea Cipressa, ex schermitore, specializzato nel fioretto, vincitore di un oro ai Giochi Olimpici di Los Angeles nel 1984 nel fioretto a squadre. Ha conquistato pure tre ori mondiali a squadre e un argento individuale, oltre a otto titoli italiani. Ha ricoperto a lungo il ruolo di commissario tecnico della nazionale italiana di fioretto portando decine di atleti a successi mondiali e olimpici. Nel ritirare l’ambito riconoscimento, Andrea Cipressa ha fatto un breve intervento del quale riportiamo una sintesi: “Sono molto felice e orgoglioso di ricevere questo premio per il quale ringrazio il Panathlon Club Venezia.Essere stato preceduto da grandi Campioni è la testimonianza di come questo sia un premio molto ambito. Gli sportivi che mi hanno preceduto eche hanno dato tanto allo sport, immagino quanto ci abbiano tenuto e siano venuti volentieri a ritirarlo, cosa che io sto facendo oggi con grande soddisfazione. Ringrazio tutti per aver proposto il mio nome e per averlo confermato. Mi auguro di continuare ancora a fare ciò che sto facendo con molta passione da anni e magari in futuro di poter venire qui a festeggiare i prossimi campioni che verranno a ritirare questo prestigioso award.”

Conclusa la manifestazione, ci si è trasferiti al Ristorante Le Maschere, dove si è tenuta la conviviale del post PanathlonDay.

Prima di chiudere, un caloroso ringraziamento è rivolto a tutti coloro che hanno collaborato, chi in maniera appariscente, chi in modo sommesso e dietro le quinte. Il Club vive e si distingue proprio grazie a loro.

 

 

Gli ospiti del Club - da sinistra: Carlo Albertini, Massimo Zanotto, Silvia Zennaro, Giorgio Chinellato, Stefania Lando, …, Alberto Libralesso, Alyosha Scarpa, Giuseppe Falco.

 

Lettera aperta agli Studenti - Atleti

 

Care studentesse, cari studenti,

ogni anno, quando è il momento di pubblicare il nuovo Bando del Concorso Studente-Atleta, ci chiediamo: cosa spinge un ragazzo o una ragazza a diventare uno/a studente-atleta? Perché tutto questo sacrificio e tutte queste rinunce?

La risposta pensiamo di averla trovata grazie alle diverse Storie personali che i partecipanti delle ultime edizioni ci hanno raccontato: perché è l'esperienza di vita più fantastica che esista!

In America lo sanno da molto tempo, infatti, lì il connubio Scuola e Sport è inscindibile e l’esperienza è qualcosa di unico, speciale, indimenticabile.

In Italia di strada ne dobbiamo ancora percorrere molta, ma qualcosa si sta muovendo e speriamo che presto porti a qualche risultato.

Tutti gli studenti, sin da quando iniziano a praticare qualsiasi sport, diventano inevitabilmente anche atleti. Poi dipende dalla passione, dall’ambiente, dalle opportunità, insomma se lo sport piace, non ne puoi più fare a meno. Ecco allora che le vostre rinunce sono la norma, così come l’adattamento a ogni situazione. Studiate ovunque capiti, negli autobus, dentro a vaporetti affollati, in macchina oppure tra una partita e un’altra di un torneo, ma nulla di tutto questo è percepito da voi come un problema e neppure come un sacrificio insopportabile perché l’amore e l’interesse per lo sport trasfigurano ogni realtà e tutto diventa combustibile per il fuoco della vostra passione.

Chi pratica poi sport a livelli agonistici deve affrontare ogni giorno una miriade di problemi e non solo con l’acido lattico, ma con le sfide della vita quotidiana, compresa la scuola.

Nel leggere le Storie dei partecipanti degli ultimi anni abbiamo percepito che forse la difficoltà più grande di essere uno studente atleta è proprio il fatto che nella scuola non sempre la pratica sportiva viene compresa nel giusto modo, talvolta piuttosto viene sottovaluta. Eppure noi del Panathlon siamo consapevoli, care ragazze e cari ragazzi, che nello stesso tempo in cui i vostri compagni di classe si svegliano e si preparano per la giornata, voi vi siete già allenati e che, al termine delle lezioni, quando suona la campanella, i vostri amici tornano a casa mentre voi magari dovete raggiungere il campo d’allenamento talvolta anche in situazioni di complessità.

Comprendiamo, allora, come possa essere faticoso rimanere vigili e attenti in classe in qualche occasione, per questo temete gli insegnanti soporiferi e siete costretti a scegliere banchi strategicamente ben posizionati per non farvi scoprire quando sarete pervasi da torpore.

Allora perché lo fate? Perché non vi concentrate solo e semplicemente sugli studi?

Pensiamo che la risposta ci sia data con la vostra presenza qui, oggi.

Volete sentire, però, in anteprima la nostra ipotesi? Semplice, da sportivi e studenti di un tempo che fu, pensiamo che anche voi, come noi, abbiate sviluppato la passione di imparare ed eccellere, dentro e fuori lo sport. Così, sebbene sia un percorso faticoso e impegnativo, è il vostro percorso, il vostro modo di vivere. A voi, come un tempo a noi, piace stare sempre in movimento e siete soddisfatti di quella sensazione particolare che solo la passione sportiva e la voglia di conoscere può darvi.

Complimenti!

 Commissione Studente-Atleta

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XI PANATHLON DAY – TEATRO GOLDONI DI VENEZIA 11 GIUGNO 2021

QUANDO LO SPORT DIVENTA EMOZIONE

 

E’ sempre un’emozione varcare l’ingresso del Teatro Goldoni di Venezia, lo fai quasi in punta di piedi, come per non interrompere la magia di un luogo unico e perfetto nello stesso tempo. Da quasi quattro secoli “casa” di artisti, attori, cantanti e ballerini, sprofondato tra stucchi, marmi e velluti ti viene da applaudire istintivamente non sai se per quello che vedi o ascolti o se solo per il luogo in cui ti trovi.

Il palcoscenico, poi, è un mondo a parte, non importa cosa si rappresenta, ci sali solo se credi in quello che fai e soprattutto se rappresenti i valori dell’arte, della recitazione, dello sport o qualsiasi altra disciplina che imponga stile e impegno.

In quest’atmosfera affascinante, Venerdì 11 giugno 2021 è andata in scena l’edizione numero 11 del Panathlon Day del Club di Venezia.

La cerimonia, condotta mirabilmente da Luca Ginetto e Stefania Bolzan, si è svolta nel rispetto delle norme anti covid, ma nello stesso tempo è stata capace di suscitare emozioni e momenti d’intensa partecipazione.

Lo schermo ha trasmesso il bel filmato della “Vogada della rinascita”, svoltasi il 21 giugno 2020, con la colonna sonora del Coro del Teatro della Fenice che ti lascia senza fiato in un crescendo di pathos emotivo incredibile: L’inno d’Italia a ispirare sentimenti nazionali, il “Va pensiero” a sottolineare la maestosità del luogo e l’Inno di San Marco a testimoniare la grandezza di Venezia e della sua Storia. E poi a salire sul palcoscenico i dodici ragazzi selezionati per il Concorso Studente Atleta, con le loro storie, le loro aspirazioni e i loro sogni. Che cosa faranno da “grandi” spetta a loro deciderlo: atleti, scienziati o altro. Mi piace pensare che, in questo momento, salire i gradini del palcoscenico di un teatro di prestigio rappresenti la testimonianza della loro capacità di saper combinare armonicamente studio e sport.

Chi sostiene che la partecipazione ad attività sportive riduca il tempo a disposizione per studiare fa solo un calcolo meccanico, generalmente gli studenti che fanno sport oltre a essere più motivati sanno gestire meglio il proprio tempo, trovando il modo di dedicarsi sia alle loro passioni sia allo studio. E di esempi ne abbiamo avuti molti in questi settant’anni di attività.

Il decimo Venice Panathlon Sport Award del Panathlon Club Venezia è andato a Sara Simeoni. La storia sportiva e umana di una campionessa senza tempo l’abbiamo raccontata nel notiziario “Disnar Sport” di Maggio 2021. Qui ci piace ricordare come Sara custodisca un ricordo stupendo della nostra città e dei suoi esordi sportivi: ha gareggiato anche a Murano e la medaglia ricevuta in quell’occasione fa parte dei suoi cimeli più preziosi.

L’apparire garbato di questa signora che ora porta i capelli corti e bianchi: “ Per fare pendant con i pantaloni”, -chiarisce lei, - smuove in tutti ricordi indiretti, le immagini di una ragazza dalla chioma scura e arricciata, dalle braccia spalancate, dallo sguardo che, almeno per un attimo, esprime una giusta esaltazione: per parafrasare Nando Martellini, record del mondo, record del mondo!

Il messaggio che Sara lancia ai giovani è preciso e profondo: “Non si diventa campioni senza l’avversario, è per questo che lo dobbiamo rispettare senza se e senza ma, è lui che costruisce la nostra grandezza di sportivi”.

Quando Riccardo Bocalon sale sul palco, ti domandi se le favole nello sport esistono veramente. Soprannominato il “Doge”, Riccardo è nato a Venezia e scrive un lieto fine che sembra creato ad arte per una città che di arte vive e pulsa. Questo nostro bomber di provincia si erge a straordinario protagonista quando, in lacrime, ha esclamato alla fine della partita: "Abito a 10 minuti da qui, nessuno può capire". Noi ti capiamo eccome, la tua, caro Riccardo, è una favola da raccontare come esempio di dedizione e affetto per la tua città che ti ha onorato del titolo più prestigioso. Verrà il tempo in cui ai nipotini racconteranno... ”eravamo in 10... aggrappati a un sogno, poi ci ha pensato Bocalon al quarto minuto di recupero a pareggiare”.

A completare il trionfo del Venezia Calcio sul palcoscenico del Goldoni è salito Paolo Poggi al quale è stato assegnato il premio Fair Play alla carriera. E che carriera: una sessantina di goal in serie A. Incalzato da Luca Ginetto, Paolo ha esaltato lo spirito di squadra del Venezia e la capacità di reagire ai momenti difficili. Per 19 anni ha mantenuto il record per la rete più veloce segnata in serie A: "Quello del goal più veloce in Serie A era un record che mi ha reso orgoglioso per 19 anni - spiega Poggi - e che mi sono goduto per tantissimo tempo”. A fine anni ’90 fu protagonista incolpevole della celebre figurina mancante dell’album Dolber che ne aumentò la popolarità. Per Paolo Poggi, il Venezia è come una seconda pelle e si è compreso bene.

Quando Stefania Bolzan ha letto il post di Sauro Corò comprendi che lo sport ti offre una seconda possibilità e che persone come Sauro possono dare forza e ispirazione nei momenti più bui: ”... diversi anni fa assieme ad altre 3 persone feci un incidente stradale, non guidavo io, gli altri occupanti della macchina vennero fuori senza un graffio, io invece dopo aver combattuto tra la vita e la morte e dopo 9 mesi di ospedale mi trovai a vivere il resto della mia vita in carrozzina, tra dolori fisici e altri mille problemi, perché il non camminare vi assicuro è la cosa che mi pesa di meno. Nonostante tutto sono felice della mia vita e non la cambierei con nessun altro al mondo! In questo periodo così drammatico dal punto di vista sanitario ed economico vorrei dire a tutti voi, che innanzitutto l'importante è essere vivi e poi per il resto con tanto sacrificio e fatica torneremo a vivere, magari non come prima, ma l'importante è essere vivi per poter continuare questo meraviglioso viaggio che è la vita.”.

E il meraviglioso viaggio della vita nel mondo dello sport è quello intrapreso dall’ASD San Giuseppe di San Donà di Piave alla quale è andato il premio Fair Play per la promozione.  Il Presidente Fabio Boem ha affermato che l’inclusione è un valore irrinunciabile e ha ringraziato gli allenatori che “con la loro abnegazione sanno trasferire ai nostri ragazzi sani principi in primis quello del fair play”. La storia dell’ASD San Giuseppe di San Donà di Piave è stata raccontata da Carlo Capobianco che ha partecipato al 4° Concorso Letterario “Alfredo Borsato”: ” poi c’è la mia società, il San Giuseppe, dove tutti, non importa se bravi o no, devono giocare almeno un tempo nella partita di calcio. Proprio per questo motivo, ossia perché qui vengono anche i “più scarsi”, molto spesso siamo considerati una squadra “cuscinetto”, da battere facilmente. Beh, non è così!” E sono sicuro che non sia così, caro Carlo, perché voi ragazzi, i vostri educatori-allenatori, il vostro Presidente avete fatto dell’inclusione un valore che nessun risultato calcistico potrà mai uguagliare.

Due gli anniversari messi in risalto: i 50 anni della Dielleeffe Scherma Venezia, fucina di campioni, e gli 80 anni dell’Associazione Cronometristi di Venezia, rappresentata dal vice Presidente Riccardo Vettorello: ”Siamo volontari, ma altamente qualificati. Nel nuoto abbiamo raggiunto un altissimo livello di specializzazione, grazie all’intuizione del nostro Presidente Giuseppe Berton”.

Luca Ginetto visibilmente commosso ha introdotto l’assegnazione del prestigioso Premio “Mario Viali – Una vita per lo sport”- giunto alla 35° edizione e  conferito alla memoria a Massimiliana Martini alla quale tutti i presenti in teatro hanno riservato un commovente e struggente applauso di omaggio. Stefania Bolzan ne ha ricordato il profilo umano e sportivo che ha visto Massimiliana entrare di diritto nella storia sportiva e sociale della nostra città.

Il 4° Concorso letterario “Alfredo Borsato” è stato vinto da Camille Rossetto, per le Scuole Superiori, e da Camilla Nalesso per la Scuola Media Inferiore: “La palla ce l’ha sempre con me, mi insegue, e vuole colpirmi a tutti i costi; a volte mi rincorre proprio e se comincio a fuggire lei magari mi colpisce da dietro. Sempre che nel frattempo io non sia piombata a terra con la grazia e l’eleganza di un sacco di patate: in tal caso, zitta e in silenzio spero che fingendomi morta, la palla e tutta la gente intorno a me, non mi vedano.”. Spassosa dichiarazione di ineluttabilità.

“Il salto in lungo mi piace e anche mi riesce bene. Di questa disciplina mi attira il fatto che mi dà delle forti sensazioni e mi stimola a cercare sempre di superarmi. La sensazione più’ bella è quella dopo l’ultimo passo perché ti sembra di volare e noi tutti, almeno una volta, abbiamo sognato o abbiamo voluto farlo.”. (Alessia De Nobili).

E in chiusura... Il Presidente del Club di Venezia Giuseppe Zambon ha annunciato l’assegnazione del prestigioso Domenico Chiesa Award, il più alto riconoscimento sportivo assegnato dal Panathlon International e dalla Fondazione culturale “Domenico Chiesa”, a Luca Ginetto “per aver guidato il Panathlon Club Venezia con passione e dedizione...con il contributo della sua professionalità di comunicatore... “.

“La bellezza colpisce l'occhio, ma il merito conquista il cuore.” (Alexander Pope)

E alle 19.00 in punto, con la foto finale di tutti i premiati, si conclude la cerimonia dell’11° Panathlon Day e ti accorgi che le due ore sono volate via con leggerezza e, se non la senti nell’aria, riparte dentro di la musica dell’Inno di San Marco e te la porti nel cuore perché, come diceva la Volpe al Piccolo Principe: ” “Ecco il mio segreto. È molto semplice: non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi”.

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TEATRO GOLDONI DI VENEZIA

XI VENICE PANATHLON DAY

VENERDI’ 11 GIUGNO 2021-ore 17.00

E’ l'appuntamento che si sarebbe dovuto svolgere il 21 ottobre 2020 ed è sicuramente tra i più attesi nel mondo dello sport veneziano. Il Venice Panathlon Day, organizzato dal Panathlon Club Venezia, si svolgerà venerdì 11 giugno 2021, con inizio alle ore 17.00 al Teatro Goldoni, un prestigioso palcoscenico concesso anche quest'anno dal Comune di Venezia.

Durante la manifestazione, molti saranno i momenti d’intensa partecipazione emotiva: sono, infatti,  previste le assegnazioni di premi importanti a studenti, atleti, tecnici, dirigenti, società sportive e istituzioni. Saranno assegnate le borse di studio del 48° Premio Studente/Atleta Volksbank agli studenti che abbiano ottenuto un alto profilo scolastico e i migliori risultati sportivi. Dei trentanove giovani che hanno partecipato al bando (numericamente inferiori allo standard poiché si si è fatta sentire l’incidenza delle chiusure causate dal Coronavirus) al teatro “Goldoni” sfileranno i dodici selezionati (per le scuole secondarie di 1° grado tre maschi e tre femmine e altrettanti per le secondarie di 2° grado). Tra questi saranno proclamati i quattro vincitori delle borse di studio e ci sarà pure il vincitore del Premio “Il Gazzettino”,media partner dell’evento,  destinato al più giovane partecipante fra i 12 segnalati.

Nel corso della cerimonia saranno anche assegnati il “35° Premio Mario Viali – Una vita per lo sport” alla compianta Massimiliana Martini; il Premio Fair Play 2020 del Panathlon Club Venezia per la carriera, che è stato assegnato all'ex giocatore del Venezia Paolo Poggi per i 20 anni di militanza in grandi squadre calcistiche, per l’ impegno a fianco dei giovani del Nettuno Lido e per l’attuale responsabilità nell’area tecnica del Calcio Venezia; i premi Fair Play per la promozione sportiva andranno alla ASD San Giuseppe di San Donà di Piave (Ve) per la diffusione dei valori educativi nell'ambito sportivo e a Sauro Corò fondatore, allenatore, giocatore e capitano dei Black Lions Wheelchair Hockey. Saranno pure decretati i vincitori del “4° Premio letterario sportivo memorial Alfredo Borsato”, e attribuiti alcuni Premi Speciali.  E non mancherà, ovviamente, la consegna del prestigioso 10° Venice Panathlon Sport Award alla campionessa mondiale e olimpica  di salto in alto che abbiamo il piacere e l’onore di anticiparvi: SARA SIMEONI.

“E’ con orgoglio che possiamo riproporre alla Città di Venezia e al mondo dello Sport questo evento che mira a riconoscere le eccellenze tra i giovani e i meno giovani, con uno sguardo particolare  soprattutto nel loro impegno quotidiano a favore di una sana cultura dello sport quale valore sociale imprescindibile per la formazione delle nuove generazioni.

Il Panathlon Club Venezia, in occasione delle celebrazioni del Settantennale della fondazione intende riaffermare il proprio ruolo nel contesto cittadino a fianco della società tutta, per diffondere gli ideali sportivi, quali modelli del vivere quotidiano, nella fratellanza, nell’integrazione e nella pacifica convivenza – commenta il Presidente Giuseppe Zambon – questa è la nostra missione e intendiamo riaffermarla con continuità.”.

La cerimonia sarà condotta e presentata da Luca Ginetto, giornalista RAI e past-President del Club di Venezia.

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