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PANATHLON VENEZIA - SERATA DEDICATA  A “VELA TRADIZIONALE E VELA MODERNA”

 

Il Panathlon Club Venezia, dopo la pausa estiva,  ha ripreso la propria attività istituzionale trattando un tema che ha affascinato i molti soci presenti e i loro ospiti. Due i motivi che hanno reso speciale la riunione di giovedì 23 settembre: la sala del Centro di eccellenza della Compagnia della Vela a San Giorgio Maggiore e la bravura dei relatori. Dopo il breve saluto del Presidente della Compagnia della Vela Pier Vettor Grimani che ha anche esposto quanto il Circolo ha realizzato nel periodo pandemico, con particolare riferimento all’attività giovanile, il Presidente del Panathlon Club Venezia Giuseppe Zambon ha elencato gli eventi del Club che hanno caratterizzato il mese di settembre del settantesimo anniversario della fondazione del Club primigenio e, quindi, del Movimento panathletico internazionale. Aver sfilato nel corteo della Regata storica con una balotina, messa generosamente a disposizione dalla Remiera Settemari, recante le insegne del Panathlon, è motivo di orgoglio di veneziani e di gratitudine per chi ha reso possibile quest’onore. L’arrivo in Piazza San Marco della Route6, il percorso cicloturistico, patrocinato dall’Area 1 e dal Distretto Italia del Panathlon International, è stato l’omaggio con cui le istituzioni panathletiche hanno voluto festeggiare la ricorrenza. Partiti da Rapallo, sede internazionale, percorrendo le strade di tre regioni e con il coinvolgimento dei Panathlon Club dei territori attraversati, 22 ciclisti hanno completato le varie tappe predisposte da un perfetto “patron” come Andrea Morelli, che ha saputo disegnare un percorso sicuro e accattivante dettagliatamente programmato. Il Presidente Giuseppe Zambon ha ricordato anche la partecipazione del Club alla giornata di Sport City, la manifestazione patrocinata dall’ANCI, da Sport e Salute e da altri titolati Comitati, che ha reso concreta la collaborazione con l’Assessorato allo Sport della Città di Venezia. Da ultimo, il presidente ha ricordato la “1^ passeggiata orientistica lungo le calli di Venezia”, in programma per sabato 25 settembre, anch’essa inquadrata nelle manifestazioni del settantennale e inserita ufficialmente nel calendario eventi della Settimana europea dello Sport e dei festeggiamenti per i 1600 anni di Venezia.

Introdotto da Pietro Lando, scrittore e figura emblematica della “Vela al terzo”, il giornalista Silvio Testa ha svolto un’interessantissima relazione storica e tecnica per illustrare le caratteristiche di questa modalità di navigazione appartenente alla famiglia delle vele auriche (trapezoidali, fissate per tre lati, sul lato prodiero all’albero, nella parte superiore sul picco e nella parte inferiore sul boma), dalle quali le vele al terzo si differenziano per non essere inferite sull’albero, disponendosi libere, parte verso la prua della barca e in gran parte verso la poppa.

 La relazione ha poi tratteggiato la sua evoluzione per le varie tipologie di barche e come si sia trasformata in attività diportistica. Antesignana della vela Marconi (vela triangolare a poppa dell’albero con caduta prodiera lungo lo stesso e con angolo di penna fissato alla sua parte superiore; la base è regolata dal boma), la vela al terzo rappresenta la tradizione della navigazione a vela lagunare.

 Diffusa in varie parti del mondo, senza che si siano potuti trovare rapporti reciproci (come ad esempio per le giunche cinesi descritte da Marco Polo), nei nostri mari comparve nel corso del Seicento, secolo nel quale i chioggiotti iniziarono ad affrontare la pesca d’altura, come mostra la Mariegola della Scuola di Sant’Andrea de’ Pescadori (1569).

La prima regata velica di cui si abbia traccia a Venezia si svolse nel 1887, per festeggiare l’arrivo della luce elettrica al Lido, e fu una sfida tra bragozzi, poi negli anni seguenti il movimento agonistico pian piano crebbe (nel 1919 fu fondata la Compagnia della Vela), per la più parte, però, incentrato ancora sulle barche tradizionali pescherecce, come ad esempio la regata che si svolse il 10 agosto 1939 per onorare la presenza del ministro del Reich Joseph Goebbels, a Venezia per inaugurare la VII Mostra del Cinema. Vi parteciparono 447 barche, delle quali solo 56 da diporto: quasi una sorta di “barcolana” veneziana.

Fra la presentazione di “topi” veneziani e “batèli a pisso”, il relatore nella sua esposizione ha raccontato diverse curiosità e particolari aneddoti, come quello del mitico “Quarnaro” di Aldo Voltolina e dei fratelli Serafin, il “topo” da battere degli Anni Trenta, e la nascita (1950) del Diporto Velico proprio sulla spinta degli appassionati di vela al terzo.

La vicenda del “Quarnaro” merita di essere brevemente raccontata. Era il 1926 quando Voltolina e i fratelli Serafin si resero protagonisti di una vera “folle” impresa. Avendo ottenuto buoni risultati a scuola, i tre amici diciassettenni ebbero l’autorizzazione di effettuare una crociera sino a Grado. I tre invece sconfinarono in acque jugoslave e dopo aver trascorso una notte in guardina a Sebenico (!) furono affidati a un trabaccolo italiano che doveva navigare verso Trieste. Voltolina e i fratelli si ripresero il “Quarnaro” al largo di Pola e come ha raccontato Silvio Testa: “Trovarono mare fatto di Scirocco e navigarono col solo trinchetto al posto della randa, sgottando la barca con la pentola della pastasciutta, poi, arrivati al Faro di Piave Vecchia, anziché entrare in Laguna fecero ancora l’ultimo tratto in mare approfittando della Tramontana portata da un temporale. Giunti di notte nel rio sottocasa, per non disturbare le famiglie dormirono in barca!”.

La vela moderna è stata presentata da Cesare Bozzetti, pluricampione con 13 titoli mondiali conquistati, panathleta veneziano dal 2018, quando di titoli ne aveva in bacheca “soltanto” 10. Con l’ausilio d’immagini e brevi filmati ha descritto le regate di maxi-yacht a cui partecipa, soffermandosi sulle evoluzioni tecnologiche delle imbarcazioni che trovano oggi la massima espressione nelle regate di Coppa America.

Dalla presentazione delle specifiche dei compiti degli equipaggi, che arrivano a essere composti anche da 22 persone negli yacht di 70 piedi e più, dalle sofisticate telemetrie usate e dal rapporto stretto fra equipaggio e progettisti con la creazione di specifici software, emerge un quadro che autorizza a pensare che “oggi la vela è impersonale”. Altra cosa dalla vela al terzo e dal ricordo di una marineria romantica, dove le sensibilità del navigante per cogliere il vento buono osservando le increspature dell’acqua o di leggere la meteorologia nei profumi e nei capricci del vento, o anche la capacità manuale di cucire una vela o di riparare qualsiasi rinvio o manovra, facevano la differenza. Oggi, come Bozzetti ha mostrato, le previsioni meteo prima e durante una regata sono così dettagliate da non lasciare spazio all’intuizione e all’imprevisto; le manovre degli equipaggi sono “protocollate” in funzione della forza del vento: una virata sotto ai 9 nodi va impostata in modo differente da una simile con vento superiore.

Ne è risultato un confronto fra due mondi completamente diversi, ma cultura vuole che un legame si trovi sempre. Dalla tradizione antica sono maturate conoscenze ed evoluzioni che negli ultimi anni hanno assunto una velocità che solo la tecnologia informatica nella progettazione e nella gestione delle barche ha reso possibile e ha finito per comprimere le doti dei naviganti o quantomeno per trasformarle. Se questo sia un bene o se avvenga troppo in fretta può essere materia di discussione e tante sono le valutazioni che può suscitare. L’importante è non perdere di vista la bellezza di una barca, qualunque essa sia, che solca il mare affidata a uomini che hanno maturato esperienze che solo una solida cultura marinaresca può far loro apprezzare e applicare al meglio.

Tradizionale o moderna che sia, Viva la vela!

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15 MAGGIO 2021- PANATHLON CLUB VENEZIA

E IL 69° RAID PAVIA - VENEZIA

Finalmente i panathleti veneziani si sono ritrovati per la prima conviviale in presenza. Diversamente dalla consuetudine, l’incontro si è svolto all’ora di pranzo e l’argomento centrale è stato la presentazione del 69° Raid di motonautica Pavia - Venezia.

Relatori della giornata sono stati Angelo Poma, membro del comitato organizzativo e responsabile della direzione di sede dell’Associazione Motonautica Pavese, e Giampaolo Montavoci, responsabile dell’Associazione Motonautica veneziana. Insieme a loro anche Giorgio Chinellato responsabile del servizio di cronometraggio della manifestazione.

Il Presidente del Panathlon Club Venezia ha introdotto l’argomento tracciando il legame storico tra le due città proprio grazie ad una manifestazione sportiva che partita nel 1929 si è interrotta 10 anni fa.

Giampaolo Montavoci ha ricordato che la 69ª edizione del Raid sarà organizzata dall’Associazione Motonautica Pavia, in collaborazione con l’Associazione Motonautica Venezia e sotto l’egida della Federazione Italiana Motonautica. Questa edizione è particolare poi perché si svolgerà nella stessa data dell’esordio: il 6 giugno 1929 quando s’impose Ettore Negri.

La gara di oltre 400 km, con partenza da Pavia e arrivo a Brondolo-Chioggia-Venezia nella stessa giornata, vedrà competere anche grandissimi nomi della motonautica e dello sport mondiale.

La premiazione finale si terrà nello storico Arsenale di Venezia e sarà l’evento di chiusura del Salone Nautico di Venezia. Qui, durante la premiazione, si raduneranno le imbarcazioni più belle e i premiati del 69° Raid Pavia - Venezia.

Montavoci ha espresso le sue emozioni più personali nei confronti di una gara che a suo modo di sentire ritiene più un’avventura da vivere con lo scopo di arrivare in fondo.

Angelo Poma ha ripercorso la storia del Raid trasmettendo ai panathleti presenti la sua particolare sensibilità verso una manifestazione che ha fatto la storia della motonautica in Italia: “Il raid è stato sospeso per dieci anni per molteplici cause – ha continuato, Angelo Poma, la prima causa riguarda un discorso economico, perché il vecchio formato aveva costi molto alti. In seconda analisi, il numero degli iscritti era diminuito rispetto al passato. Infine, era rimasta la sola Motonautica di Pavia a organizzare il tutto senza più l’appoggio dei colleghi veneziani. Questa nuova edizione è stata realizzata, invece, assieme alla Motonautica di Venezia e, grazie alla riaffiorata nostalgia di molte persone, abbiamo trovato il modo di riorganizzarla aprendola anche alle imbarcazioni da diporto: chiunque abbia una barca che vada almeno a 60 l’ora, avrà la possibilità di partecipare a questa bellissima avventura. Ci saranno sempre le barche da corsa, gli offshore, le endurance, le moto d’acqua: professionisti, amatori e molto probabilmente anche le barche da corsa storiche, con alcuni ‘racer’ che hanno reso famosa la Pavia - Venezia negli anni passati”.

Gli organizzatori contano di raggiungere almeno un centinaio d’iscrizioni. Poma ha poi descritto il percorso che dovranno compiere i concorrenti: “Il tempo cronometrato sarà preso solo a valle del Ponte Vecchio. Le imbarcazioni correranno la prima tratta da Pavia a Isola Serafini, lunga circa cento chilometri, e quando si arriverà al ponte di San Nazzaro di Monticelli d’Ongina (PC) ci sarà lo stop del cronometro con le barche che entreranno in conca. La vecchia conca di una volta creava parecchi problemi: bisognava utilizzare delle enormi gru per trasbordare le imbarcazioni, mentre adesso c’è una conca modernissima con una capienza enorme; quando le barche usciranno dall’altra parte della conca, il cronometrista farà ripartire il tempo. A Boretto Po (RE) ci sarà il punto di rifornimento carburante, qui ci sarà la neutralizzazione del tempo. Poi le imbarcazioni dovranno affrontare il terzo tratto cronometrato fino a Voltagrimana. Infine, a Taglio di Po (RO) le imbarcazioni s’immetteranno in canali di navigazione interna, dove ci sarà ancora un tempo neutralizzato, ma massimo di 60 minuti, per il trasferimento fino a Brondolo (VE) alle porte di Chioggia.

Il Presidente Giuseppe Zambon, al termine della conviviale ha ricordato a tutti i presenti il programma delle celebrazioni del settantennale del Club e che potete leggere nell’apposita sezione.

https://youtu.be/4VWKPvYNPNg

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